D-day

Ilpadredifamiglia legge i nomi. Juno, Sword, Gold: quelli più belli se li scelsero gli inglesi. Agli americani restarono Utah e Omaha. Quando all’alba del 6 giugno raggiunsero le spiagge, molti di loro sapevano che non avrebbero mai visto non la sera, ma nemmeno il mezzogiorno, nemmeno le dieci del mattino di quel giorno maledetto e benedetto. Nessuno li obbligava a fare quello che stavano per fare. Alcuni erano uomini, altri solo ragazzi. Impiegati, facchini, orologiai, studenti, panettieri, anche disoccupati. Americani, inglesi, canadesi. A spingerli non era il desiderio di difendere una patria, che spesso era lontana. A spingerli era un’idea: fare a pezzi Adolf Hitler. Ci riuscirono. Erano eroi, in che modo chiamarli altrimenti?

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