Il bambino dalle uova d’oro

I bambini sulla spiaggia ripetono gesti ancestrali. Il padredifamiglia li osserva come un etnologo, un antropologo, un entomologo, finito per caso su un’isola dispersa. Scavano buche. Raccolgono relitti tra la rena – bastoncini, pietre colorate, oggetti di natura imprecisata – li accumulano. Disegnano cerchi, o tentano di farlo, piantano pali. Lentamente si vedono sorgere piccole Stonehenge – la Stonehenge più antica era fatta di pali di legno, pare – costruzioni a perdere, che i flutti disperdono. Un palo più alto e grosso degli altri, conficcato nella sabbia, ricorda l’Irminsul dei germani o l’Yggdrasill delle saghe scandinave. Simboli di una religione arcaica, fatta di cose lanciate in aria, spirali, graffiti imperscrutabili. Mappe d’uomo lasciate a maturare.

Bambino uova d'oro

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